Mostra dedicata alla sensibilizzazione e alla scoperta del mondo dei non vedenti o ipovedenti


Sono stata alla mostra organizzata nel sotterraneo del Castello

Sono stata alla mostra organizzata nel sotterraneo del Castello, a firma di Simona Foi, dedicata alla sensibilizzazione e soprattutto alla scoperta del mondo dei non vedenti o ipovedenti.

Sono stata favorevolmente impressionata dall’entusiasmo trasmesso, che ha fatto della passione per la fotografia una bandiera a favore dell’inclusione delle persone con deficit sensoriali.

Ho toccato con mano il lavoro dello scultore Tagliaferri, ho provato le sensazioni olfattive generate dal bosco, dalla radura, dagli alberi selvatici in cui mi sono trovata immersa, grazie alla passeggiata virtuale e olfattiva, messa in atto da Elisabetta e Simona Bighiani, tanto da farmi pensare a un’esperienza in prima persona, in un bosco vero!


E poi ci sono le foto che ritraggono persone con difficoltà visive


E poi ci sono le foto che ritraggono persone con difficoltà visive, alle prese con la propria quotidianità: tagliare la verdura come affrontare una corsa di sci nautico, prepararsi un pasto come affrontare una pista paralimpica insieme con il proprio preparatore… diverse le difficoltà, uguale l’impegno per non farsi sopraffare dai problemi, che inevitabilmente insorgono, quando non si vede il mondo attorno a noi.


Nell’insieme un percorso multidisciplinare che ha raggiunto, a mio modesto avviso, il cuore del problema: accettarsi e ovviare alle difficoltà con spirito e determinazione, ma strizzando l’occhio a chi, avendone la possibilità, potrebbe contribuire ad alleggerire il carico (magari una politica inclusiva più incisiva, ad esempio).

L’esperienza

Spero che tale esperienza possa essere vissuta da chi avrebbe la capacità di realizzare percorsi idonei e facilitati per le strade, considerando ad esempio, i percorsi LOGES (ormai in uso nei punti nevralgici di città come Milano), oppure che contribuisca a una maggior sensibilizzazione sul tema, eliminando le barriere architettoniche più banali (emblematica la foto della signora che cammina sul marciapiede e incontra sul suo cammino… una moto parcheggiata non regolarmente).

Insomma, una bella storia, da proporre anche alle scuole, per arricchire l’educazione civica dei bambini o più semplicemente, per tutti quelli che … spesso non si accorgono degli altri, i diversamente abili, che sono sulla loro strada ma spesso non sono visti.

O forse, soprattutto per i parcheggi selvaggi, vengono naturalmente ignorati.


Viva la resilienza, la nostra, quella dei portatori di handicap sensoriali e fisici.

Bella esperienza, da sostenere e diffondere.

Grazie a chi ci ha lavorato e l’ha proposta.

Monica Negri

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